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AVANTI NO, ANCHE PER LA NOSTRA SALUTE !
Postato il Friday, 30 January @ 09:39:49 EST
Argomento: A-394: Stabio-Gaggiolo
A-394: Stabio-GaggioloIl Prof. Dr. med. Franco Cavalli, specialista in oncologia clinica sperimentale nonchè consigliere nazionale, ci invia su nostra richiesta, una copia della sua lettera aperta sull' iniziativa: "avanti" La campagna per la votazione dell’8 febbraio infuria e i mezzi investiti si sprecano. E’ sicuramente un indice non solo dell’importanza del tema, ma anche degli interessi palesi o nascosti in gioco, soprattutto da parte dei fautori di un’ulteriore cementificazione della Svizzera. A livello del Parlamento è stato impressionante vedere come le varie lobby (automobilistiche, degli autotrasportatori e dei costruttori di strade) sono riuscite a far sì che dal controprogetto all’Iniziativa Avanti, caso unico nella nostra democrazia, nascesse addirittura una proposta più estrema e esagerata dell’iniziativa stessa. In questo contributo non voglio riprendere gli argomenti delle forze progressiste che si oppongono ad un’ulteriore espansione del nostro sistema autostradale: i lettori dovrebbero ormai conoscereli. Da parte mia voglio concentrarmi su un aspetto, che viene spesso dimenticato dai fautori del raddoppio: quello della salute.

Più strade, più traffico e più inquinamento Coloro che si battono per aumentare il traffico individuale cercano di nascondersi dietro l’argomento apparentemente ragionevole “se miglioriamo la rete stradale, diminuiscono gli ingorghi e quindi si potrebbe anche diminuire l’inquinamento”. L’esperienza di tutti i Paesi dimostra che ciò é completamente falso. Più strade non hanno mai diminuito il grado di inquinamento, anzi. E ciò semplicemente perché se c’é una regola che vale in tutto il mondo é quella di “più strade significano più traffico”. Il caso paradigmatico che conosco é quello di Los Angeles: una città creata adattandosi al traffico, nel senso che la pianificazione del territorio é avvenuta favorendo al massimo il traffico individuale. E’ quindi praticamente impossibile avere una situazione più favorevole di quella di Los Angeles, dove l’infinita moltitudine di larghissime autostrade avrebbe dovuto portare con sé non solo un traffico fluido, ma anche un inquinamento minimo. La realtà é tutta un’altra, tant’é vero che dopo aver distrutto i trasporti pubblici, ora la città californiana cerca come rimetterli in funzione e sta disperatamente cercando i mezzi per ridurre il traffico individuale asfissiante. Questa é la realtà: tutto il resto é ideologia usata per nascondere interessi privati e per abbindolare con ragionamenti apparentemente logici i votanti. Più inquinamento = minor salute. E che più inquinamento significa peggioramento delle condizioni di salute é ormai accertato da tutti, anche se si cerca di farlo dimenticare. Non si contano ormai più gli studi che dimostrano come l’inquinamento atmosferico provochi tutta una serie di affezioni soprattutto polmonari, dalle più “banali” alle più gravi, e tra queste rientra sicuramente il caso dei tumori polmonari. Come tutti gli altri tumori, anche quello del polmone non nasce mai da una sola causa, ma da molti elementi patogeni concomitanti. Tra questi sicuramente il più importante é il fumo, anche se a maggior parte degli epidemiologi concorda sul fatto che il contributo dell’inquinamento atmosferico alla genesi dei tumori polmonari é in aumento. Vale forse la pena di ricordare che attualmente il tumore al polmone, se si considerano entrambi i sessi, è ormai diventata l’affezione cancerogena più frequente nei paesi dell’Europa occidentale. Aumento dei tumori in Ticino Da quando é stata aperta la galleria autostradale del Gottardo e con la completazione dell’autostrada Airolo-Chiasso, il Ticino é stato investito da una valanga di traffico impressionante, sia di auto che di camion. Basterebbe ricordare i valori di inquinamento che, soprattutto durante la stagione estiva molto spesso vanno di molto al di là dei limiti di guardia. Per quanto riguarda la frequenza dei tumori, purtroppo le cifre a nostra disposizione sono relativamente scarse, anche perché in Ticino il registro cantonale dei tumori é entrato in funzione solo pochi anni fa. Fondamentalmente ci possiamo basare solo su un unico grosso lavoro pubblicato nel 1997 e che dava una panoramica abbastanza precisa della situazione epidemiologica in tutta la Svizzera. Si tratta dell’Atlante della mortalità per tumore in Svizzera dal 1970 al 1990 (Atlas der Krebsmortalität in der Schweiz 1970-1990, autori: G. Schüler e M. Bob, casa editrice: Birkhäuser, 1997, Basilea). E’ una grossa opera in quattro volumi, che presenta un gran numero di tabelle e di cifre. Da queste si evince che dal 1970 al 1990 il Canton Ticino globalmente é passato tra i cantoni svizzeri dal quattordicesimo al quinto posto nella classifica per la frequenza dei tumori polmonari. Siccome la percentuale di fumatori non é molto diversa da noi che nel resto della Svizzera, é probabile che questo peggioramento della situazione ticinese sia dovuto all’aumento sproporzionato intervenuto da noi per quanto riguarda il carico ambientale. … con dati impressionanti per il Sotto Ceneri I dati sono poi particolarmente significativi (anche se a questo livello la sicurezza statistica diminuisce, diminuendo il numero delle persone) a livello dei distretti di Lugano e di Mendrisio, che mostrano un aumento molto più pronunciato che non nel resto della Svizzera per quanto riguarda la frequenza dei tumori polmonari. Particolarmente impressionante sono i dati per il Mendrisiotto: se nel 1970 l’indice era di 82 (intendo un valore di 100 quale media nazionale), questo saliva ad oltre 130, se raccogliamo i dati della fine degli anni ’80 e dell’inizio degli anni ’90. In pratica non siamo quindi molto distanti da un raddoppio del numero dei casi, fatto che gli stessi autori dell’atlante nazionale registrano con sorpresa, domandandosi addirittura di fronte a questa “enormità” se ci siano degli sbagli metodologici. Nessuno vuole quindi, da un punto di vista scientifico, dare tutta la colpa solo all’aumento del traffico. Di fronte a problemi talmente gravi é però cosa sensata usare soprattutto il principio di precauzione, che ci obbliga ad assumere come probabilmente vera una spiegazione se non riusciamo a dimostrarne la non validità. Se abbiamo a cuore quindi la salute dei ticinesi, soprattutto di fronte a fenomeni così gravi come quello dei tumori polmonari, dobbiamo votare contro il progetto AVANTI. Non c’é dubbio che esso provocherebbe un aumento del traffico. Tutti gli indizi scientifici e di esperienza a livello internazionale e nazionale parlano per una correlazione sempre più frequente tra l’inquinamento da traffico e l’aumento di malattie polmonari, comprese quelle tumorali. I dati a nostra disposizione per il Ticino sono preoccupanti e devono spingerci alla massima prudenza. A questo punto non riesco veramente a capire quale possa essere la ragione che possa spingerci l’8 febbraio a non votare NO! Prof. Dr. med. F. Cavalli (Oncologo e Consigliere Nazionale PS)

 
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