Alcune riflessioni sul traffico alpino di persone e di merci e ... Postato il Monday, 02 February @ 05:17:12 EST
Argomento: A-394: Stabio-Gaggiolo
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Alcune riflessioni sul traffico alpino di persone e di merci (e sulle nozioni geografiche dei suonatori di tromba).
Le Alpi sono da sempre un punto d’incontro tra le genti, ma anche un ostacolo logistico ai movimenti di massa. In un passato neppure tanto lontano, dove i popoli alpini potevano ancora beneficiare, almeno in parte, degli indotti e delle ricadute economiche dovute al transito nazionale ed internazionale, ogni ampliamento della rete stradale era visto di buon occhio.
Oggi, si possono anche constatare gli effetti collaterali del transito privato e commerciale: in termini di svilimento del territorio, inquinamento fonico e atmosferico, danni alla flora, alla fauna, alla biodiversità e alle sue genti. Le Alpi sono purtroppo ancora vissute da molti come la terra di nessuno, come l’ ultima frontiera o il far west dove tutto è permesso: dalle motoslitte agli elicotteri per VIP, dal bracconaggio organizzato all’inquinamento del suolo e delle acque, dalle inutili funicolari sussidiate ai crediti per ampliare delle opinabili strade agricole e forestali, fino agli assurdi progetti megalomani per vacanzieri...
Noi, come abitanti dell’arco alpino, ci troviamo da sempre coinvolti, frustrati ed inermi nel bel mezzo di questo viavai, dove, tra interessi contrapposti, i popoli alpini - che sono politicamente minoritari sia dal punto di vista numerico che economico - in pratica, non hanno alcuna via di scampo. Ciononostante, nella macroregione ecologicamente sensibile delle Alpi, dal limite Sud di Marsiglia a quello a Nord di Vienna, ci sono pochi passaggi stradali per attraversare le Alpi durante tutto il corso dell’anno, e le strozzature tra Amburgo e Brindisi non sono solo una (il benedetto Gottardo) ma in realtà sette: Frejus, Monte Bianco, Grand San Bernardo, Sempione, Gottardo, San Bernardino e Brennero. Al momento attuale, solo il valico del Brennero è quasi completamente a quattro corsie, mentre, tutti gli altri valici sono ancora a due. Il nostro paese, offre il più diretto e meno costoso corridoio autrostradale attraverso le Alpi. In qualità di cittadini, di alpinisti, di escursionisti, di amanti e di genti delle montagne ritengo che la politica e l’ economia nazionale ed europea dovrebbero preoccuparsi maggiormente degli effetti collaterali dovuti all’attuale tendenza ad uno smisurato aumento del traffico di persone e di merci attraverso alle Alpi. E’ necessario, a mio avviso, sostenere che per noi è giunto il momento di decidere se desideriamo realmente integrarci in un parco di turismo Alpino transfrontaliero, oppure, se preferiamo invece, limitarci a giocare il ruolo di spettattori, di un grande casello autostradale.
Ing. Aleardo Zaccheo, Cademario
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