Stato, lobby dell'asfalto e tagli alla spesa pubblica. Postato il Thursday, 14 April @ 08:40:29 EST
Argomento: A-394: Stabio-Gaggiolo
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La commissione della concorrenza (Comco), dopo aver raccolto le informazioni preliminari, ha deciso di avviare un’inchiesta per accertare se in Ticino ci sia un cartello tra la ventina di imprese di pavimentazione attive sul territorio. I dati raccolti hanno forse insospettito la Comco sulla possibilità che queste ditte si siano accordate per il mantenimento di prezzi gonfiati per i loro interventi di pavimentazione stradale. In attesa del risultato di questa inchiesta che ha bloccato un credito di oltre 100 milioni di franchi, una parte di tale importo (25 milioni) è stata sboccata e non, come sostiene il CdS, a causa dell’urgenza degli interventi (anche quest’ultimi vengono classificati secondo un metodo di analisi della situazione del manto stradale stabilito tra i funzionari e le associazioni di categoria) ma per la pressione dei rappresentanti di categoria e dei loro amici in Parlamento.
Questi parlamentari sono proprio quelli che votano i tagli nel sociale (borse di studio, anticipi alimenti, spiccioli agli anziani, tagli nella scuola ecc.) e che vogliono diminuire i compiti dello Stato, secondo loro, spendaccione e poi, in ginocchio, senza avere alcuna progettualità su altri tipi di interventi (per esempio nella riorganizzazione urbanistica, nel risanamento ambientale, nell’apertura delle rive ecc.) chiedono allo Stato di stanziare dei crediti per dei rappezzi di pochi mq sulle strade. In questo caso lo Stato serve! eccome serve!
Ma questi investimenti sono stati stanziati almeno discutendo nuovi prezzi con chi è sotto inchiesta? E no! Perché le associazioni di categoria, alla richiesta del CdS di avere dei giustificativi, hanno consegnato una do*****entazione parziale. Ma allora almeno l’offerta globale sarà discussa? E no! Perché basta che chi la presenta resti al di sotto del preventivo allestito dallo Stato e tutto è in regola.
Purtroppo il preventivo del committente (Stato), secondo quanto ha detto in una trasmissione televisiva il capo del dipartimento del territorio, è sempre allestito senza tirare all’osso i costi e con un certo agio. Ma non è proprio di questo agio che si sta discutendo ed indagando? Proprio questa prassi ha permesso alle ditte di tenere i costi alti e di incamerare soldi dello Stato non dovuti. Oramai anche i funzionari preparano i preventivi tenendo conto di tariffe prestabilite che vengono usate normalmente ed è diventata quindi una prassi normale che nessuno mette in discussione. Si discute di ridurre i soldi mensili ai nonni nelle case per gli anziani, ma non si ha il coraggio di trattare con le associazioni di categoria.
Il Consiglio di Stato ammette inoltre di avere sì personale qualificato e con esperienza, ma in numero insufficiente per analizzare nel dettaglio ogni voce di un preventivo. Questa ammissione, contenuta nella risposta del CdS del 5.4.05 ad una mia interrogazione, è molto grave, perché in un momento dove si stà risparmiando sul personale, sulla scuola, sulla sanità ecc. e di soldi nelle casse dello Stato non ce ne sono più e non ne entrano abbastanza non bisognerebbe far passare con facilità investimenti milionari a causa della mancanza di personale. Non è una grande dimostrazione di serietà colpire i più deboli e non essere capaci a trattare con in più forti, ma forse questa difficoltà e data dal fatto che questi ultimi sono ben rappresentati sia in Parlamento che nel Governo.
Giuseppe Bill Arigoni,
deputato in Gran Consigli
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